Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione. Chiudi per acconsentire al loro utilizzo

GATTI IGINO (Borghetto di Noceto, Pr, 1891-1976)

Igino Gatti, Valle del Taro, 1925, olio su tavola

0001- IGINO GATTI 
"Valle del Taro"
1925
Olio su tavola/oil on wood, 30x40 cm
Dono di Maria Teresa Rocchi in memoria di Bruno Dall'Ara, 2010
Collocato in/where: Museo Sella

 

   

  

 

 

 

L'opera era stata acquisita dal musicista e compositore nocetano Mino Rocchi (Noceto 1892-1964) probabilmente già negli anni Venti. In seguito la veduta era stata donata alla cognata Angela Poderi, detta "Bebe", passando da Noceto a Parma. Negli ultimi 50 anni, infine, aveva arredato l'appartamento parmigiano di Bruno Dall'Ara e Maria Teresa Rocchi, secondogenita di Mino.
Nel 1925 Igino Gatti era un trentaquattrenne fresco delle esperienze artistiche giovanili maturate tra Parma e Torino sotto la guida, rispettivamente, di Paolo Baratta e Giacomo Grosso. L'ampia veduta sulla valle del Taro si caratterizza per i toni sereni e tranquilli, dominati da tinte verdi, accese qua e là dai colpi di luce dell'alba entrante. Il grappolo di fiori e steli d'erba in primo piano, sulla sinistra, cattura lo sguardo in modo discreto, e attraverso la stretta pista battuta di crinale, guida lo spettatore sul culmine tagliente di un calanco baciato dal sole. In lontananza, i raggi che doravano le creste accendono di bagliori l'acqua meandreggiante del torrente. Impercettibili rimangono invece le colline sull'altra sponda dell'ampia valle, sfocate nella bruma mattutina. La pittura di paesaggio, rigorosamente colta dal vero, e lo studio della luce, sono due delle caratteristiche dominanti nella produzione di Gatti. A differenza però di opere successive, i toni sono più pacati e le tinte meno numerose, facendo pendant in questo con il castello di Tabiano, sempre dello stesso autore, e sempre del 1925, ancora in Collezione Rocchi.
L'opera potrebbe essere identificata con una delle due "Val di Taro" esposte al Ridotto del Teatro Regio nel 1925 . Con un'opera dallo stesso titolo Gatti vinse anche un premio in occasione della Triennale di Belle Arti del 1928 sempre al Ridotto del Teatro Regio.

MUSE

Facebook
 

MAB