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283 Biggi Gastone Garden Brio 2008283 - Gastone Biggi

Garden-Brio

2008

Industrial paint su cartoncino

102x144 cm (dittico)

Dono di Giorgio Kiaris per Fondazione Gastone Biggi, 26-11-2023

Archivio Fondazione Gastone Biggi n. 4775

 

 

 

Le “Puntocromie” sono tra i cicli che Gastone Biggi ha avuto modo di sviluppare in una estensione di tempo ampio, introducendo anche più variazioni. Per Biggi ogni ciclo è sempre l’espressione del momento vissuto, e frutto di quella osservazione attenta e profonda che solo un percorso artistico intenso e vario come il suo può darcene una prova tangibile.

Per il Maestro l’esperienza di un viaggio, ma anche solo di una passeggiata, oppure di una semplice pausa in giardino, poteva essere una ricca occasione per cogliere delle sfumature di colori, luci e cromie, da conservare e poi rimettere sulla tela di un quadro o sulla carta di una gauche.

Garden-Brio, dipinta nel 2008 è una “Puntocromia”, complessa e particolarmente ricca di estensioni cromatiche, come è possibile percepire in quasi tutte le opere su carta del medesimo periodo.

Tra queste opere, è indispensabile ricordarne alcune, e specialmente quelle di grandi dimensioni, che sono l’elaborazione astratta di luoghi come per esempio il Parco Sigurtà di Valeggio sul Mincio MN, oppure il suggestivo e incantevole giardino di Villa Rufolo di Ravello SA, che ha ispirato anche Wagner.

Ma in quest’opera Biggi si è immerso particolarmente nell’osservazione della flora, e in modo specifico proprio guardando certe variegate composizioni dove la luce è protagonista, e dove le variazioni floreali assumono l’espressione più diretta nelle forme e i volumi.

Ricordo per esempio un viaggio sull’altopiano di Castelluccio di Norcia PG, che in primavera si colora di immense fioriture dovute alla coltivazione della lenticchia, arricchendone la cromia in una infinita variazione colorata.

Infatti la natura è proprio tra le suggestioni poetiche che più lo attraggono in diversi cicli, e in questo quadro è particolarmente evidente.

La composizione di Garden-Brio è una campitura di punti policromi disposti su più file e su vari piani cromatici, tanto da creare una vibrazione luminosa, come se l’aria diventasse protagonista della luce e il colore stesso un elemento variabile e mutevole.

Ma anche facendo scorrere la cronologia dei vari cicli, non è difficile ritrovare questi elementi espressivi. E guardando attentamente ancora di più negli ultimi 20 anni che Biggi ha vissuto sulle colline parmensi, questo sentimento e approccio, atto ad osservare l’ambiente che lo circonda, si manifesta nella sua interezza, diventando quasi una suggestione spirituale.

Così Biggi stabilisce un rapporto con la poesia, con il territorio e il paesaggio, traendone ispirazione, in una sorta di viaggio continuo tra i luoghi suggestivi di suo interesse. E in questo continuo viaggio, anche la Casa Rossa di Tordenaso ne è protagonista per la sua particolare posizione, essendo aperta sulle colline dell’Appennino e guardando la pianura fino alle Alpi. Ora la Casa Rossa è sede della Fondazione e Archivio Gastone Biggi, e nel 2022 è stata inserita dalla Regione Emilia-Romagna tra i luoghi e le case delle persone Illustri. In questo stesso luogo è stata realizzata l’opera Garden-Brio, che nel titolo e nello stato di fatto è un tipico esempio di quel Realismo Astratto che il Maestro teorizza nel 2005, (Il Realismo Astratto, fenomenologia e cause, Maretti Editore, 2012), superando definitivamente la diarchia tra astrazione e realismo.

Per un ulteriore approfondimento sul rapporto tra arte e paesaggio nella pittura di Biggi, consiglio di leggere il testo dal titolo: “I paesaggi del cuore” di Gloria Bianchino, indispensabile per l’analisi e il contributo critico (Gastone Biggi Luce degli Appennini, Sagep Editori, 2021) nel catalogo di cui è stata curatrice della medesima mostra in occasione di Parma Capitale della Cultura 2020+21, tenutasi alla Reggia di Colorno, al Municipio di Langhirano e al MuSe di Sella di Lodrignano.

Quindi non è un caso che Gastone Biggi ritorni al MuSe con un’opera di così particolare significato, e per questo ho pensato che fosse necessario tenere un legame dopo la mostra del 2021 che ha individuato nelle caratteristiche proprie del paesaggio un filo conduttore nella poetica di Gastone Biggi. Di conseguenza la scelta di collocare questo quadro nella collezione permanente del Museo a disposizione della collettività e a confronto con gli artisti che rappresentano il territorio e non solo; penso sia importante sotto vari aspetti, sia legati alla costruzione di una identità dell’arte fuori dei circuiti più in vista, sia alla storia stessa che ogni artista rappresenta nel suo percorso poetico e culturale. Per questo la Fondazione Gastone Biggi ha voluto dare un segno significativo a questo progetto artistico di rilievo, anticipando così un percorso culturale che porterà nei prossimi due anni la FGB ancora di più a valorizzare queste iniziative, in vista di due importanti appuntamenti che sono il decennale dalla scomparsa (2014) e il centenario della nascita (1925) del Maestro.

Giorgio Kiaris

Presidente FGB