Domenico Molinaroli, Omino Io, 2008, ferro e saldature0085- DOMENICO MOLINAROLI (Cremona 1981)
"Omino Io"
2008
Ferro e saldarture/iron, 136x60x29 cm
Dono dell'Artista, 2010
Collocato in/where: Museo Sella
Fb: Domenico Molinaroli
 
"Omino Io": un piccolo uomo forte e triste. Il suo fisico possente è l'armatura che gli conferisce la forza di andare avanti, ma è ancora troppo presto, e lo sguardo si volge al pavimento. L'Omino Io ha un vuoto al posto del cuore, che non era previsto in origine. Anzi, il cuore era stato il primo elemento che aveva fatto scaturire l'idea del gigante buono. L'omino originale era in effetti più il cuore che non una terminologia: era quel piccolo essere della medesima materia del contenitore, ma più allegro e vivace, che finalmente è tornato al suo posto. Era successo che il momento di sconforto dovuto a una delusione d'amore che aveva mosso la creazione di Moly aveva preso il sopravvento, lui non appariva più idoneo al suo creatore, ed era finito in garage a prendere della polvere, accantonato ma conservato. A quel punto, il suo derivato, il nuovo "Omino Io", era diventato lui "l'opera", a sé stante perché forte della sua possente struttura nella illusione di possedere una propria autonomia. Come tale qualcuno lo può aver visto in alcune esposizioni, elegante, semplice, triste e vuoto, senz'anima: l'autobiografia si era insinuata nelle corde dell'Omino Io modificandone l'aspetto. L'artista, nella realtà gracile fisicamente ma con una grande forza propositiva, era il soggetto: la tristezza non lo avrebbe fatto mollare, nonostante non gli sembrasse più idoneo il cuore. Dopo due lunghi anni, su sollecitazione, il cuore viene ricollocato al suo posto, e l'opera ri-acquista la finitezza e la vita che aveva perduta insieme al suo creatore. Forte e tenero.