Breve biografia

Adriano Engelbrecht è nato in Germania nel 1967 e vive a Parma. Poeta, musicista, attore, ha pubblicato Dittico Gotico per Cultura Duemila Editrice (1993), Lungo la vertebrata costa del cuoreper I Quaderni del Battello Ebbro (2003), La piscina probatica per Fedelo’s Editrice (2006) e Tristano per Lieto colle (2007).
Conduce da molti anni un articolato percorso di ricerca sul rapporto tra poesia, arte e teatro. La sua produzione poetica è stata presentata in numerosi teatri, musei e festival, sia in Italia che all’estero. Nel Comune di Neviano sono 4 le opere dell'Artista.

 

0104 Adriano Engelbrecht, 8 assi 36 passi Ovvero larte e una bugia, 2010, dono dellArtista 2013

0104- ADRIANO ENGELBRECHT (Hüls Krefeld, Germania, 1967)
"8 assi. 36 passi. Ovvero l'arte e' una bugia"
2010
Tecnica mista/mixed technique, 125x55x40 cm
Dono dell'Artista, 2013
Collocato in/where: Museo Sella

Si tratta dell'esito plastico dell'azione poetica che l'artista (attore, poeta e regista) ha inscenato per la prima volta nel Salone dei Giganti di Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (Re) in occasione della mostra "Veritas. L'arte è una bugia che permette di svelare la verità" (2010).
L'installazione scultorea, che erige a monumento gli effimeri oggetti dell'azione (scarpe, carte da gioco, una bugia in ottone), si costruisce attraverso un flusso poetico di versi che dicono di passi, di semi (il corretto nome dei 4 gruppi delle carte), di sentieri: casuale è l'uscita dal mazzo di ogni asso che permette il procedere del passo, la bugia di ottone è senza lume, è una lampada spenta, che dovrebbe condurre il cammino e invece lo illude solamente.
Presentata a Neviano degli Arduini il 1 agosto 2011 come inaugurazione del Pallio poetico musicale "Ermo Colle" di quell'anno, l'azione si è svolta nel piazzale del Municipio per terminare simbolicamente oltre le porte dello stesso, a indicare la disponibilità a fare entrare l'arte e la filosofia nel luogo deputato a servire le persone; successivamente, il 3 marzo 2013, è stata ripetuta a Sella di Lodrignano in occasione della collocazione dell'opera nel bagno del piano rialzato, diventando così l'ideale inizio del percorso didattico della Collezione: parafrasando Gastone Biggi, l'arte contemporanea nasce da una merda e da un orinatoio (Manzoni e Duchamp), e proprio per questo "L'arte è una bugia" di Engelbrecht commenta interrogativamente la frase riportata sul muro della toilette.

 

150 Adriano Engelbrecht Y 2011 2019 MUseoSElla

0150 - ADRIANO ENGELBRECHT (Hüls Krefeld, Germania, 1967)
"Y"
2011-2019
Installazione
Dono dell'Artista
Collocato in/where: MUseoSElla

L'opera era stata pensata e realizzata nel 2011, e nel 2015, all'interno della rassegna culturale dell'Associazione Ermo Colle, era stata allestita nel seminterrato del MUseoSElla, come esito di un'azione performativa. Nel 2019, nell'ambito del complessivo riallestimento della Collezione, le è stata dedicata permanentemente la stanzetta sulle scale. La stanza diventa così la cappella nella quale meditare su "I disastri della Guerra", omaggio a Goya declinato con la poetica del silenzio e della rammemorazione tipica della produzione di Engelbrecht. Lo spazio contemplativo contemporaneo crea anche un legame territoriale strettissimo con il Museo Storico della Resistenza di Sasso, a pochi chilometri di distanza, per allacciare le reti culturali a disposizione del territorio.

Le mani in preghiera sono i calchi delle mani dell'Artista.  

 
251 Adriano Engelbrecht Osservatorio della Memoria 2021 Sasso rupe nei pressi della Pieve0251- ADRIANO ENGELBRECHT (Hüls Krefeld, Germania, 1967)
"Osservatorio della Memoria"
2021
Installazione
Commissione del Comune di Neviano degli Arduini 2020, realizzazione 2021
Collocato in/where: Sasso, rupe nei pressi della Pieve

L'Osservatorio della Memoria è l'installazione di Land Art inaugurata il 2 giugno 2021 che il Comune di Neviano degli Arduini, in collaborazione con la Nuova Parrocchia Maria Madre della Chiesa di Neviano e l'Ente Parchi del Ducato, ha dedicato alle vittime della pandemia da Covid-19, alle loro famiglie e a tutti coloro che abbiano qualcuno da ricordare. Sette sedute in pietra locale si dispongono attorno ad una pianta con fioriture bianche, rappresentative di ogni singola vittima, definendo un luogo di raccolta e di memoria. Sette come le sette lettere apposte su una di esse, PAX TIBI, e che invitano ad un accordo silenzioso di pace trascendente. Un luogo in cui "sostare" e a cui si accede attraverso un breve cammino suddiviso in tre tappe: ad ogni tappa, una "maestà" contemporanea, scolpita in marmo bianco di Carrara e inserita in una base di pietra arenaria. Al posto di un'immagine votiva, due sillabe, SO, STO, invitano alla consapevolezza del "sapere stare". Completa il percorso, presso la soglia dell'Osservatorio, la parola incisa SOSTO. È il momento della rammemorazione in un possibile e contemporaneo romitorio dell'anima.

 

Presso il Parco del Monte Fuso è installata un'altra opera dell'Artista, musicista, poeta e attore: "Sapere stare"